|
Amatevi l'un con l'altra ma non fatene una prigione d'amore, …Riempitevi a vicenda le coppe, ma non bevete da una coppa sola. Cantate, danzate insieme siate giocondi, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto.. sebbene vibrino di una musica uguale..” ( K. Gibran) Il testo pone in risalto la sensibilità di una figlia, moglie, madre, non si ferma all'analisi del vissuto, va oltre, scava dentro i sentimenti, mette a nudo intime sensazioni e narra in ogni gesto un po' d'amore.
A chi amo di più è un invito a vivere rapporti familiari con serenità e chiarezza, con immenso affetto, con un'overdose di pazienza, con la certezza che si può costruire insieme qualcosa di bello e di grande; un mosaico in cui ogni gesto è una pietruzza da incastonare nella sede giusta.
A chi amo di più è un suggerimento per vivere in modo sincero appassionato e fedele ciò che altri vogliono rendere falso e vano. E' una proposta per riflettere su come…”imparare ad amare”
Vi sono due poesie in cui è forte il richiamo alla dimensione etica dei coniugi “Insieme ” e “Come si fa ad amare?”. Per diventare coppia è necessario abbandonare il proprio stato di singolo per raggiungere una comunione con l'altro di ideali, di intenti e progetti. Amare ed essere amato, donarsi e riceversi
Il testo si compone di due parti:
• Dalla solitudine alla gioia (dal solo IO AL TU) • Dalla fatica del vivere all'armonia (Insieme è più facile costruire)
Uno spaccato di vita familiare che si snoda principalmente su tre interrogativi:
• Perché quel che si dice non è mai quel che si prova (nel senso che l'intimo non si sveste mai del tutto…ma è anche vero che il dire troppo diventa a volte quasi un tradire…non sempre si può svelare tutto a tutti) Occorre comprensione, delicatezza, ascolto, capacità di perdono. • Come sperare ancora: Una domanda accorata e sofferta dopo la perdita del primo figlio…un vuoto immenso…ma la speranza in Lui ha il sopravvento.. • Voglio imparare a lasciarmi amare; un verso acutissimo che scaturisce da un sentimento profondo, appassionato, che richiede dedizione, abbandono, fatica e gioia..
(M.R.) "..Il dono entra e scava nel mistero della persona e può non essere capito con i parametri ordinari perché talora si esprime in gesti che sembrano quasi folli."
(Carlo Maria Martini, Vescovo di Milano)
|